L’infanzia a New York, l’anno di filosofia, l’esperienza della Silvio D’Amico e l’incontro con attori come Luca Marinelli. E poi il cinema, il set de Il dio dell’amore, la sfida del grande schermo. La consapevolezza di essere un’interprete e di avere un ruolo attivo nel processo di creazione. La famiglia, il bisogno di fermarsi e il potere imprescindibile dei no. L’intervista.
Il legame che la unisce ai genitori, la decisione di ritornare su Youtube, il rapporto con la sua community e con i suoi amici. L’importanza di cambiare e di saper riconoscere il cambiamento. La sfida dei tour teatrali e il peso dell’ansia e della paura. Lo spazio più intimo della scrittura e la ricerca della solitudine. E poi i ricordi, la nostalgia e la distanza che si può creare, a volte, con gli altri. L’intervista.
La decisione di recitare, il liceo come una costrizione; i primi ruoli e la prima tournée in teatro. La politica dell’attore e la differenza profonda tra mestiere e arte. E poi i registi che si incontrano, la responsabilità che si sente e l’importanza della tecnica. Dal palcoscenico al set cinematografico, passando per la serialità televisiva. L’intervista.
L’ha firmata Gigi Cavenago, uno degli artisti italiani più apprezzati della sua generazione (e non solo). Negli ultimi mesi, Cavenago ha vinto un Emmy Award e un Annie Award per il suo lavoro in Love, death + robots, la serie animata di Netflix.
Il progetto di Disuniti continua ad allargarsi. Dopo il sito e il canale Youtube, arriva la newsletter per rimanere sempre aggiornati con tutte le novità.
Dalla genesi del suo ultimo romanzo, Il custode, pubblicato da Einaudi, al rapporto con il mostruoso e con la mitologia greca. E poi la sfida costante della scrittura, lo spazio vitale per raccontare, la libertà dei romanzi e i compromessi della televisione. Il senso di colpa come spinta creativa e il legame profondo, viscerale, con le storie. L’intervista.